feb
09

Bennet Cantù – Reyer Venezia

Domenica 5 Febbraio è stata una trasferta molto insidiosa per la Reyer che ha affrontato la Bennet Cantù vincendo di cinque punti 73-78.

Nel primo quarto la Reyer va molto forte, ma la difesa di Cantù copre bene e fa andare in contropiede i suoi giocatori. Nel secondo quarto la Reyer non ingrana molto bene e finisce a meno 13 dai nostri avversari. Nel terzo quarto la Reyer entra in campo molto più motivata e con Keydren  Clark, il playmaker della squadra , riesce a recuperare 12 punti sul suo avversario. Nell’ ultimo quarto la Reyer dà il meglio di sé e riesce a vincere una partita molto difficile e in trasferta.
Per me la partita è cambiata quando Clark si è sbloccato con il canestro da tre punti e il capitano della Reyer Alvin Young ha cominciato a fare bellissime entrate, provocandosi falli e possessi preziosi. La Reyer ha fatto una bellissima partita andando a raggiungere proprio Bennet Cantù a 22 punti.
FORZA REYER!!!
                                                                                                                                  Giacomo Bertotti 1A
 

dic
23

Steve Jobs 4°B

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21

Steve Jobs

史蒂夫 乔布斯

Zhou

dic
21

I limiti della scienza medioevale

Nel medioevo, in Europa, le conoscenze scientifiche si trovano ad uno stato più arretrato rispetto all'epoca greco-romana dovuto alla perdita di vari testi scientifici che o si trovano nelle mani degli arabi o vengono nascosti dalla chiesa e successivamente “filtrati” dagli studiosi di teologia.

Infatti, soprattutto all'inizio del medioevo, la scienza è una materia profondamente subordinata alla teologia. Ne consegue, per esempio, che in un importante documento dell'alto medioevo, il “Fisiologo”, nonostante si parli della natura, essa è usata solo come ricerca di esempi religiosi e morali per la vita dell'uomo; per esempio il serpente, simbolo del male, è usato come rappresentazione di vari peccati che l'uomo non deve commettere.

Successivamente con altri autori come Brunetto Latini (1220-1294) e Ristoro d'Arezzo (XIII secolo) troviamo una maggiore curiosità nei confronti della scienza, ma sempre vista con il filtro della religione o dell' "auctoritas" , cioè del riferimento ad opere di autori ritenuti i depositari del sapere. Si trovano perciò vari trattati pseudoscientifici come il “Tresor” di Brunetto Latini.

Quest'opera nonostante sia volontariamente quasi priva di riferimenti religiosi, é un miscuglio di informazioni vere,  come nel capitolo di architettura “il luogo migliore per costruire un pozzo” , e di fasulle credenze popolari , come la descrizione della iena o del lupo. L'autore infatti si basa troppo sui vincoli, sbagliati, dell'”autorità”.  Anche Ristoro d'Arezzo nonostante affermi che gli animali siano  plasmati uno ad uno da Dio, mostra un certo interesse verso di essi, per esempio descrivendo le differenze tra loro;  tuttavia anche lui riconduce le loro caratteristiche a influenze “divine”.

E' però solo verso il Trecento che con il monaco Ruggero Bacone (1214-1294) abbiamo un tentativo di distacco della scienza dalla teologia; egli fu anche il primo ad affermare ch “bisogna fugare ogni dubbio senza lasciare alcuna zona d'ombra” e che “senza l'esperienza non si può arrivare alla ragione”; infatti lui nella sua “Opus maius” dà i primi spunti per analizzare scientificamente la natura e i suoi fenomeni.

Purtroppo verrà incarcerato come eretico per via delle sue teorie, a dimostrazione del fatto che i tempi non erano ancora maturi per accettare una teoria puramente laica senza alcuna base religiosa.

nov
24

Steve Jobs

Ultima frase celebre:Stay hungry, stay foolish
Invenzioni:Steve Jobs, uno dei fondatori dell'Apple, era anche il CEO dell'azienda Pixar e dell'azienda NeXT.Jobs viene conosciuto come un punto di riferimento per la Silicon Valley e contemporaneamente e' anche l'inventore dei prodotti hi-tech come Macintosh, iPod, iPhone e iPad.Nel 2007, Steve Jobs viene considerato da Fortune uno dei imprenditori piu' potenti dell'anno.
Jobs ha influenzato notevolmente la Silicon Valley, diffondendo la sua arte di Design in tutto il mondo.E' riuscito ad ottenere un numero incredibile di Fans attraverso la sua capacita' di semplificare e facilitare l'uso dei dispositivi.I personal computer non sarebbero diventati cosi' diffusi senza il Mac, ed e' proprio Steve Jobs a commercializzare il Mouse.
 

La sua vita:Non aveva mai avuto la laurea e aveva frequentato solo sei mesi l'universita'.Ma continuava lo studio prendendo un corso relativo all'arte di calligrafia, e proprio per quello egli si concentrava molto sul formato dei caratteri presenti nei software del computer, un fattore molto importante che attira i consumatori attenti al Design.Nel 1976 a soli 21 anni Jobs realizzo' uno tra i primi personal computer insieme a Wozniak, e lo nomino' Apple I con il prezzo di 666,66 dollari.
Nel 1983 l'Apple era in pieno sviluppo, allora comincio' a cercare una persona in grado di gestire l'azienda.Invito' John Sculley, il presidente della Pepsi Cola, dicendogli: Vuoi vendere per tutta la vita' l'acqua zuccherata o hai anche l'intenzione di cambiare il mondo?Quindi Sculley accetto' la richiesta e nel 1984 lancio' il primo Mac seguito dalla pubblicita' "1984" che ottenne grandi successi.
Nel 1985 Sculley affermo' che fosse proprio Jobs il problema principale dell'arretratezza dell'Apple e Steve Jobs abbandono' l'Apple nello stesso anno per la lotta interna.Fondo' poi la NeXT con lo scopo di avviare una rivoluzione del sistema operativo.Riusci' a realizzare il NeXTSTEP, un sistema operativo potentissimo e rivoluzionario da punto di vista tecnologico, ma poco conosciuto a quel tempo.
 

I suoi migliori affari:Acquisto' nel 1986 la Pixar da Lucasfilm e produsse nel 1995 il film Toy Story, il primo film creato totalmente con il computer.Torno' ad Apple dopo 12 anni, quando la NeXT veniva acquistata dall'Apple, ormai in crisi e assunse il carico di CEO nel 1997 dopo l'abbandono di Gil Amelio.Lancio' nello stesso anno l'iMac e successivamente i prodotti estremamente popolari come iBook, Mac mini, Mac OS X, iPod, Apple TV e iTunes Store, il quale con la collaborazione di molti musicisti rende possibile l'acquisto delle canzoni via internet.Il 29 giugno 2007 l'apple presenta l'iPhone che ha fatto raggiungere Apple un successo mai avuto prima.Il ruolo rivoluzionario dell'Apple viene consolidato sempre di piu' attraverso la regola di una nuova generazione dell'iPhone ogni anno, che sono rispettivamente iPhone 3G(la prima iPhone che supporta 3G), iPhone 3GS, e alla fine iPhone 4.In piu', con l'introduzione dell'iPad, l'Apple conquista anche il mercato dei Tablet PC. Il 24 agosto 2011 dopo aver nominato Tim Cook come nuovo CEO abbandona di nuovo Apple per motivi di salute e muore di tumore maligno al pancreas il 5 ottobre dello stesso anno.

 

 

nov
07

Ultimi, disperati giorni di guerra. Marco Mion 1A

Era una serata tranquilla, la luna era piena ed io mi stavo godendo un thè caldo guardando le stelle. C’era silenzio, finalmente un po’ di silenzio dopo questa giornata movimentata, pensavo. Era quasi strano poter stare tranquilli seduti in giardino, visto che ormai il re aveva firmato e i tedeschi ci stavano con il fiato sul collo da mesi.

Era l’ultima sera a casa: il giorno dopo dovevo partire per la Sicilia, gli americani erano già sbarcati e avevano cominciato a cacciare i tedeschi.

Mia moglie e i miei figli, Giacomo e Federico, erano a letto già da un po’ ed io volevo trascorrere la fine della serata in tranquillità.

Quella  tranquillità che fu squarciata dalla sirena dall’ allarme. Un altro bombardamento. Era il terzo quel giorno. Sembrava quasi che i tedeschi non volessero farmi partire. Appena suonò la sirena lasciai a terra la tazza e corsi in casa per aiutare la mia famiglia ad uscire di casa e appena fuori ci dirigemmo verso il fosso dietro casa, dove passava il ponte ferroviario. Ci buttammo nella fanghiglia e rimanemmo rannicchiati per tutto il bombardamento. Sentivamo solo urla ed esplosioni, mi sentivo impotente davanti a tutta quella distruzione.

Quando sembrava tutto finito una bomba cadde vicino a dove eravamo nascosti; dopo finì tutto. Quando aprii gli occhi fu tutto più chiaro, avevano distrutto il ponte ferroviario poco più avanti di dove eravamo noi e appena girai lo sguardo feci l’amara scoperta. La casa, la casa che avevamo appena comprato con i risparmi di una vita era distrutta, proprio davanti a me.

Ci dovemmo trasferire da mia sorella e suo marito; visto che non sapevamo dove andare lei ci ospitò a casa loro. Non dimenticherò mai l’ amarezza con cui partii la mattina seguente dalla stazione, il treno era occupato solamente da noi soldati, non volava una mosca, erano tutti amareggiati e tristi, me compreso. Quando arrivammo giù gli americani cominciarono subito a darci ordini, si sentivano i padroni del mondo perché noi non riuscivamo a contrastare i tedeschi che assediavano l’ Italia.

I primi mesi passarono abbastanza velocemente, anche se i tedeschi opponevano resistenza e non ci davano tregua.

 A poco a poco risalivamo la penisola. Le giornate mi sembravano tutte uguali: dopo aver mangiato, si cominciava ad avanzare, e si combatteva. Ogni volta che si trovava un blocco tedesco dovevamo seguire un solo ordine: “Uccidete!” e noi dovevamo ubbidire come dei cani. Io mi impegnavo molto, perché ai migliori che si distinguevano in battaglia era concesso di tornare a casa per le feste di Natale, ogni sera sognavo il ritorno a casa dalla mia famiglia.

Però i miei sogni furono infranti il 9 dicembre. Arrivò una lettera di mio cognato; non la scorderò mai, diceva che dopo la mia partenza i bombardamenti non erano cessati, anzi erano aumentati e che cominciavano ad arrivare le truppe tedesche. Poi dopo aver letto le prime righe arrivai a  leggere la terribile notizia.

Mentre andavano al mercato avevano subito un attacco, l’ esplosione fu devastante, diceva, immaginavo già cosa c’ era scritto nelle righe successive, ma continuai: mia moglie, mia sorella e Giacomo, il più piccolo dei miei figli, non ce l’ avevano fatta, mentre Federico era sopravvissuto, ma i dottori davano poche speranze. Mentre leggevo quelle poche righe il mondo mi crollò addosso, non avevo più motivi per continuare a vivere, non avevo più una famiglia, e quindi nelle battaglie successive non mi impegnai affatto, ma miracolosamente riuscii a sopravvivere.

Poi ci fu una tregua sotto Natale, che passai solo, distrutto dal dolore a compiangermi assieme ai miei compagni che non erano stati ritenuti degni di tornare a casa dalle loro famiglie.

Quando ripartimmo alla risalita dell’ Italia ero ormai intenzionato a farla finita.

Mi giunse però una notizia dai nuovi soldati venuti dal mio paese natale: Federico, che ormai davano per spacciato, miracolosamente si era svegliato e ora era sano e salvo. Questa notizia mi fece combattere come un leone nelle battaglie successive e dopo pochi mesi arrivai nei pressi di Roma.

Ero felicissimo di essere quasi arrivato alla capitale, sapevo cosa mi aspettava: la città era piena di tedeschi e sarebbe stato molto difficile liberarla, ma la voglia di tornare era più forte della preoccupazione, ero pronto a combattere ancora e non mi sarei arreso, avrei portato a termine il mio viaggio tornando a casa.

Non sapevo, però, che il mio viaggio si sarebbe concluso molto prima di quanto pensassi, proprio lì a Roma; avevo faticato molto per raggiungerla e non riuscii neanche a vederla. Mentre ci avvicinavamo alla città le nostre truppe guidate dagli americani furono attaccate dagli aerei tedeschi. L’ultima cosa che ricordo è la bomba che cade davanti a noi e poi una forte luce.

Mi svegliai a casa nel mio letto, con Federico e mio cognato a fianco. Quando mi girai vidi vicino alla porta una sedia a rotelle e dopo aver cercato di muovere le gambe scoprii di averle perse nell’ esplosione.

La mia vita non fu più la stessa, il dolore era molto, alleviato però dalla possibilità di continuare a vivere assieme a mio figlio, e questo mi bastava.

 

Mion Marco 1°A                                                                                                              

 

nov
07

Evoluzione da homo abilis ad erectus Emanuele Micaglio 1A

Sono in una battuta di caccia, io e il mio gruppo di cacciatori aspettiamo pazienti la preda.

Ecco il segnale, corro verso la preda seguito dal resto del gruppo, l’ animale sta scappando, un attimo. No, sta tornando indietro, ci sparpagliamo velocemente, ci passa in mezzo con le corna abbassate pronte a infilzare. Mi affretto a lanciare la mia lancia, lo centro, ora il resto dei cacciatori lanciano le lance, lo fanno cadere. Noi ci avviciniamo cautamente, mimetizzati nel fogliame. Siamo intorno alla preda e le diamo il colpo di grazia, affrettandoci a portare via la carcassa, perché potrebbe arrivare un predatore. Mentre corriamo nella foresta, udiamo un ruggito,; impauriti ci affrettiamo a raggiungere il clan dove ci aspetta la salvezza, ma ad un certo punto comincio a sentire dei veloci passi sul terreno.

Ad un tratto sento il respiro dell’ animale. Mi controllo le spalle di tanto in tanto, il resto del gruppo inizia ad allontanarsi. Mi fermo. Mi fermo per scrutare, per ascoltare, ma non sento più niente.

Ad un tratto vedo sbucare un grosso felino da un cespuglio; la prima cosa che faccio è lanciare un  urlo di paura. Inizio a correre disperatamente per salvarmi, ma il felino è più veloce e attrezzato di me. Decido di colpirlo quando si avvicina troppo,. Ormai mi è alle spalle; ad un tratto salta verso di me e vedo i suoi denti aguzzi di fronte a me, inciampo su una radice sporgente. L’ animale mi salta sopra senza neanche fermarsi; mi tiro su in fretta, la tigre si gira di colpo puntando verso di me.

Inizio allora ad arrampicarmi su albero utilizzando delle liane per raggiungere il ramo. Sono quasi arrivato che la tigre fa un balzo mentre raggiungo il ramo e si attacca con i suoi artigli nella carne delle mie caviglie; non sopporto il peso, mi aggrappo forte forte a due liane, la tigre si oscilla dando strattoni per farmi cadere. Ad un certo punto molla la presa e decide di aspettare finché non sono caduto.

 Mi arrampico ancora più su, arrivo ad un punto abbastanza alto, mi aggrappo con le zampe ma le liane non reggono il mio peso e si spezzano facendomi cadere.

 Sto precipitando verso la morte perché il felino mi sta aspettando sotto. Ad un tratto mi fermo di colpo, i miei polsi si sono aggrovigliati in un intreccio di liane, fermandomi la mia schiena si stende dritta emettendo un forte CROK ! Ora non sono solo in un punto di morte, sono anche bloccato sull’ albero senza cibo e acqua.

Sono stato un giorno intero qui, appeso  come un salame su questo maledetto albero, mi sono svegliato all’ alba e quel maledetto felino se n’ è andato. Mi fanno male le caviglie, le ferite si stanno rimarginando, ma mi fanno ancora male. Cerco di slegarmi da quel groviglio di liane. Faccio fatica a raggiungere i polsi perché sono senza forze, ma ce la devo fare se non voglio morire. Una mano è slegata, ora è più facile liberarmi. Afferro una liana e mi lascio scivolare fino giù.

Appena metto piede per terra mi viene da mettermi a quattro zampe, ma non ci riesco< . la mia schiena si è irrigidita. Tento di stare in equilibrio su due zampe, ogni tanto cado, ma mi rialzo in piedi, non ho abbastanza forze. Devo mangiare qualcosa. Cerco di scavare per trovare delle radici da mangiare. Dopo aver fatto rifornimento mi rincammino verso il clan.

Tiro un grido di sollievo. Il mio clan mi fissa come se fossi un estraneo, noto che sono molto più alto rispetto a loro. Alcuni si allontanano da me come se fossi un pericolo o uno sconosciuto.

Dopo poco un altro clan più evoluto, simile a me, invade il nostro territorio. Iniziano a uccidere i miei compagni. Sono più veloci e forti di noi, ci sopraffanno in poco tempo. Mi metto a correre un po’ a quattro zampe e un po’ a due. In un attimo me li ritrovo dietro, uno di loro scaglia la lancia e mi centra in pieno petto trapassandomi. Cado a terra inerme e negli ultimi attimi della morte vedo il mio popolo sterminato. QUESTA è L’ EVOLUZIONE !

Emanuele Micaglio 1A

ott
20

Corti in corte

Premiazione del 15 ottobre 2011 per il lavoro "La corte del tagiapiera".
Sabato 15 ottobre a Villa Groggia agli studenti della classe 2A (anno scolastico 2010 -2011)è stato dato il primo premio del concorso "Corti in corto e in racconto", promosso dalla Municipalità di Venezia. Grande è stata l'emozione quando, al termine di una lunga serata con proiezioni di filmati in concorso, letture dei lavori scritti sulle corti e dopo un buffet multietnico, al momento della proclamazione dei vincitori del primo premio si è sentito, tra l'attesa e il silenzio generali, chiamare la classe sul palco. Sono saliti, in rappresentanza di tutti gli altri, gli studenti presenti: Antonio Guastavino, Michele Pazienza, Francesco Stradella e Diego Veclani, con gli insegnanti che avevano curato e seguito il progetto, la prof.Nicoletta Frosini e il prof. Andrea Paladin. Dopo aver ascoltato le motivazioni e aver ricevuto i premi la prof. Frosini a nome di tutti ha ringraziato,commentando che fare questo lavoro ha portato a vedere Venezia con occhi diversi, più attenti. Ma soprattutto ha ricordato l'importanza dell'incontro con il sig. Luciano, uno degli abitanti più anziani della corte che  ne ha svelato il passato recente. A lui, scomparso solo un mese e mezzo fa, si è voluto dedicare questo premio.

Gli studenti premiati per l'opuscolo sulla corte, elaborato con interviste, rilievi fotografici e approfondimenti artistico -architettonici e storici da mappe catastali e testi specifici, sono: Francesco Bevilacqua, Riccardo Bevilacqua, Alvise Bonfà, Davide Caracciolo,  Alessandro Carrara, Davide De Vettor, Antonio Guastavino, Alessio Manente, Michele Pazienza, Sebastiano Roberto, Fabio Rosada, Andrea  Scarpa, Francesco Stradella, Massimiliano Secci, Diego Veclani. Complimenti a tutti loro!

Premiazione


Video

CNN

Notizie dal mondo

set
27

Come funziona Venezia

Venice Backstage. Come funziona Venezia? 

Insula spa

Venice Backstage. Come funziona Venezia? from Insula spa on Vimeo.

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