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I limiti della scienza medioevale

Nel medioevo, in Europa, le conoscenze scientifiche si trovano ad uno stato più arretrato rispetto all'epoca greco-romana dovuto alla perdita di vari testi scientifici che o si trovano nelle mani degli arabi o vengono nascosti dalla chiesa e successivamente “filtrati” dagli studiosi di teologia.

Infatti, soprattutto all'inizio del medioevo, la scienza è una materia profondamente subordinata alla teologia. Ne consegue, per esempio, che in un importante documento dell'alto medioevo, il “Fisiologo”, nonostante si parli della natura, essa è usata solo come ricerca di esempi religiosi e morali per la vita dell'uomo; per esempio il serpente, simbolo del male, è usato come rappresentazione di vari peccati che l'uomo non deve commettere.

Successivamente con altri autori come Brunetto Latini (1220-1294) e Ristoro d'Arezzo (XIII secolo) troviamo una maggiore curiosità nei confronti della scienza, ma sempre vista con il filtro della religione o dell' "auctoritas" , cioè del riferimento ad opere di autori ritenuti i depositari del sapere. Si trovano perciò vari trattati pseudoscientifici come il “Tresor” di Brunetto Latini.

Quest'opera nonostante sia volontariamente quasi priva di riferimenti religiosi, é un miscuglio di informazioni vere,  come nel capitolo di architettura “il luogo migliore per costruire un pozzo” , e di fasulle credenze popolari , come la descrizione della iena o del lupo. L'autore infatti si basa troppo sui vincoli, sbagliati, dell'”autorità”.  Anche Ristoro d'Arezzo nonostante affermi che gli animali siano  plasmati uno ad uno da Dio, mostra un certo interesse verso di essi, per esempio descrivendo le differenze tra loro;  tuttavia anche lui riconduce le loro caratteristiche a influenze “divine”.

E' però solo verso il Trecento che con il monaco Ruggero Bacone (1214-1294) abbiamo un tentativo di distacco della scienza dalla teologia; egli fu anche il primo ad affermare ch “bisogna fugare ogni dubbio senza lasciare alcuna zona d'ombra” e che “senza l'esperienza non si può arrivare alla ragione”; infatti lui nella sua “Opus maius” dà i primi spunti per analizzare scientificamente la natura e i suoi fenomeni.

Purtroppo verrà incarcerato come eretico per via delle sue teorie, a dimostrazione del fatto che i tempi non erano ancora maturi per accettare una teoria puramente laica senza alcuna base religiosa.

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